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Ezio Bosso, non posso più suonare

mick jagger studio 5

“Se mi volete bene davvero, smettete di chiedermi di mettermi al pianoforte e suonare. Non posso più, provo molto dolore ed ho due dita che non rispondono più bene. Quando saprò di non riuscire più a gestire un’orchestra, smetterò anche di dirigere”. Queste le parole di Ezio Bosso alla Fiera del Levante.

L’artista Torinese, che due giorni fa ha compiuto 48 anni, dal 2011 soffre di una patologia degenerativa. Ieri si è raccontato, con accanto il suo cane Ragout, parlando di musica, arte e talento. “musicista non lo si diventa solo per talento, ad un certo punto, soprattutto chi ce l’ha il talento, lo deve dimenticare e fare spazio al lavoro quotidiano, alla disciplina”. Bosso ha definito la musica “un focolare attorno al quale sedersi, un linguaggio universale che permette a tutti di parlarsi e fare comunità a prescindere dal luogo di provenienza”.

Rispondendo alle domande del pubblico, ha detto che “la disabilità è negli occhi di chi guarda, perché il talento è talento e le persone sono persone, con le ruote o senza” e che “con la pazienza a tutte le età si può imparare, perché se uno dedica del tempo alle cose, vengono”.

 

 

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