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Intervista a PIOTTA: “Interno 7” un disco anche Abruzzese

Probabilmente per buona parte del pubblico, Piotta è considerato semplicemente “quello di Supercafone o la Mossa del Giaguaro”, ma questo è un grande errore. Tommaso Zanello, in oltre vent’anni di carriera, non ha mai smesso di produrre musica e dischi di qualità, distaccandosi dal tormentone generato alla fine degli anni 90. Il suo ultimo disco “Interno 7″ , ne è la dimostrazione: un “concept” album personale, sensibile ed emotivo che guarda soprattutto al passato.

 

Ciao Tommaso, siamo curiosi di sapere come mai hai scelto le spiagge di Tortoreto Lido per girare  il video del tuo ultimo singolo “Ma la vita” e quello del precedente “Solo per noi”. C’è qualcosa che ti lega all’Abruzzo?

C’è un legame molto profondo con L’ Abruzzo. Non sono di origini Abruzzesi ma sono stato concepito a Tortoreto (ho ritrovato una lettera che raccontava proprio questo, e specificava anche il luogo in cui è accaduto) oltre ad averci passato tutte le estati della mia infanzia. Tutt’ora ho casa dove passo almeno una settimana se non di più all’anno, e poi i miei genitori entrambi, sono seppelliti lì…Comunque ho molti amici anche ad Ovindoli e qualche amico anche all’ Aquila, dove suono spesso. Forse mi manca un po la zona del Chietino.

Il tuo ultimo disco è stato definito “cantautorato-rap”, ti riconosci in questa definizione?

Non sono un grande fan delle etichette, ma penso che delle volte servano per  facilitare la comunicazione. “Definire” un disco implica un confino e fa in modo che le persone sappiano già quello che  andranno ad ascoltare. In questo caso l’etichetta ci può stare visto che “Interno 7” è un album molto intimo e riflessivo, dall’uso delle rime alla produzione musicale. Chi si aspetta un album più ritmato o “hardcore” potrebbe rimanerne deluso.

C’è stato un periodo di crisi personale o comunque un evento – scatenante, che ti ha portato a scrivere un album così?

Non c’è stata un crisi personale, però sai crescendo e andando avanti con la vita ci sono una moltitudine di eventi: alcuni davvero bellissimi ed altri brutti purtroppo. Nel mio caso l’evento è stato il lutto, la perdita non di uno ma di due genitori. La loro scomparsa i ha fatto si che dovessi rientrare nella casa di Tortoreto, questa volta in maniera molto più malinconica, non per il pranzo della Domenica. Nell’ effettuare il trasloco ho dovuto aprire i cassetti dove c’erano “i mostri”: Ricordi, vhs, giocattoli, foto, polaroid, diapositive, lettere… La musica mi ha dato e mi da la forza per affrontare queste cose, ho sfogato questa tristezza e questa malinconia scrivendo canzoni. Più di un amico ascoltandole si è commosso.

Visto l’approccio diverso dal solito, come è stato prodotto il disco, intendo a livello  compositivo?

In maniera molto cantautorale. “Interno 7” è un album introspettivo e “compatto” , se vogliamo un concept album e le canzoni sono nate quasi tutte voce e chitarra, un paio le propongo così addirittura nei live. Certo nel 2019 un intero album chitarra e voce sarebbe datato, quindi è stato comunque arrangiato con una veste attuale: elementi hip hop, breakbeat, elettronici, si uniscono alle chitarre e al pianoforte.

Perchè la scelta di dividere il disco in lato A e lato B?

Perchè c’è molta disattenzione nella musica oggi. Quando ero piccolo mettevi un 45 giri e stavi 40 minuti ad ascoltare un artista. Facevi un vero e proprio viaggio, e cercavi di carpire ogni singola sfumatura del disco. Oggi le cose sono diverse,  è impossibile ascoltare da smartphone o da pc un disco intero, ammetto lo è anche per me stesso, solo in auto riesco ad ascoltare musica con attenzione. Ho pensato che dividere il disco  poteva essere un modo per farlo respirare di più.

Un ultima domanda,come trovi l’ attuale scena rap?

Me ne importa poco e niente. Vengo dall’hip hop ma non sono legato per forza alla scena , sento il bisogno di mescolare piu linguaggi. Ho la mia etichetta, il mio modo di pensare e di essere: quando ho parlato di politica o di problematiche sociali l’ho fatto perchè mi sentivo così; anche quando ho fatto cose piu divertenti e scanzonate l’ho fatto perché in quel momento ero così. Non mi interessa la scena, ma andare avanti e crescere personalmente ed artisticamente così come non mi interessano le collaborazioni “ad Hoc” con artisti che magari cavalcano l’onda del momento. “Interno 7” è un album ricco di collaborazioni nazionali ed internazionali, ma sono nate tutte da legami che vanno oltre la musica, dal rispetto reciproco umano ed artistico.

 

*Il Tour è in partenza da Milano il 13 Aprile, segnaliamo la data del 15 giugno proprio a Tortoreto.

 

– G C –

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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